Diceva Seneca: “E’ proprio di uno stomaco viziato assaggiare molte cose”. Io ti dico: “concentra il tuo intelletto e il tuo traffico in un’unica attività, e non avere il desiderio di guadagnare tutto, lascia guadagnare anche gli altri”. Come dicevano i nostri antichi, <<chi tutto vuole di rabbia muore>> e <<chi tutto vuole, tutto perde>>. Accontentati e lascia guadagnare ognuno, e tu tieni dietro al tuo traffico e praticalo costantemente: <<La goccia scava la pietra cadendo non due volte, ma spesso>>. Non voler prendere ogni uccello che vola, perché molti sono falliti per aver voluto intraprendere grandi cose, nessuno per aver fatto troppo poco.

Faccio l’esempio di un mercante che trasporta lane dalla Catalogna a Venezia: questa è l’attività in cui è esperto, se ne intende bene e trae grandi vantaggio, conoscenza e credito. Ma una volta giunto a Venezia, vede i compratori di lane che le vendono ai lanaioli al minuto, a termine e con scadenza lontana nel tempo e questa gli sembra una vendita più proficua di quella che farebbe all’ingrosso. E così decide di vendere anch’egli ai lanaioli che vede guadagnare con la produzione dei panni; e vedendoli guadagnare si mette anch’egli a produrre panni. Dopodiché, non ancora soddisfatto, inizia a cercare di conoscere i luoghi in cui vengono portati i panni, sente dire che a Levante si fa un buon guadagno e decide di esportarli lì. E così via all’infinito, si mette a esaminare traffici grandi e svariati guadagni… io ti dico: costoro sono pazzi e volano con l’intelletto. E sono smodatamente avviluppati dall’avidità, sino a venire in noia a loro stessi per l’infinita, insaziabile bramosia del loro animo. Costoro vanno equiparati ad esseri bruti, e di questi ne conosco in gran numero.

In generale tutti quelli che vogliono arricchirsi velocemente sono pericolosissimi: se vuoi diventare ricco, vivi a lungo e guadagna poco per volta, perché altrimenti sono tutte parole vane.

  • Brano tratto dal libro “Arricchirsi con onore. Elogio del buon imprenditore” a cura di Alessandro Wagner e con prefazione di Brunello Cucinelli. Pubblicato da Rizzoli, Milano, anno 2018 (pagg. 42 e 43). Il titolo originale del libro (scritto nel 1458 dall’autore Benedetto Cotrugli) era Libro de l’arte della mercatura, un manoscritto rinascimentale rimasto nell’oblio per oltre cinque secoli.