Poiché la società occidentale dipende molto dai liberi mercati, ci risulta difficile immaginare cosa sarebbe in caso contrario, o fare un passo indietro e vedere quanto profondo è l’effetto del mercato. Eppure ogni moderna democrazia fornisce beni al di fuori del mercato e osservando come questi beni vengono forniti abbiamo un’idea della forza e della debolezza dei mercati.

Pensate ai simpatici poliziotti di quartiere, che sono retribuiti grazie a un sistema fiscale non di mercato. Il sistema non di mercato ha alcuni vantaggi: innanzitutto, quando componete il 113, nessuno vi chiede gli estremi della vostra carta di credito. Lo Stato dovrebbe offrire lo stesso livello di protezione ai ricchi e ai poveri, anche se talvolta si ha un’altra impressione.

Ma il sistema di mercato ha anche alcuni svantaggi. Se un poliziotto è sgarbato o incapace, non avete la possibilità di cercare altri poliziotti. Se pensate che il livello di protezione che riceverete da parte della polizia sia eccessivo, non sta a voi ridimensionarlo. Né potete spendere di più de decidete che vorreste un servizio extra. No, dovete lisciare gli amministratori locali sperando che prendano in considerazione le vostre richieste.

L’istruzione pubblica è un altro esempio di servizio non di mercato che molti di noi utilizzano. In Inghilterra e negli Stati Uniti quasi tutti mandano i figli in scuole finanziate dallo Stato. Ma queste scuole differiscono l’una dall’altra: hanno ambienti e piani di studio diversificati. Soprattutto, alcune sono buone scuole, altre no. La soluzione di mercato per le scuole è analoga a quella per il cibo: quello migliore va alle persone che sono disposte – e quindi anche in grado – di pagarlo di più. Ma nel settore statale non sono prezzi. Che cosa succede invece? I genitori si mettono in fila, mercanteggiano e protestano. Si trasferiscono in quartieri con scuole migliori. In Inghilterra le scuole religiosi aconfessionali spesso hanno i migliori risultati scolastici, perciò anche gli atei portano i figli in chiesa la domenica per farsi raccomandare dai preti e poter iscrivere i figli in quelle scuole.

Come nel caso della polizia, il sistema non di mercato ha il bel vantaggio di nascondere agli occhi del mondo che i poveri non ricevono la stessa qualità di istruzione dei ricchi. Ma, di nuovo, questo sistema soffre di un grave malattia: la verità sui valori, i costi e i benefici è svanita. E’ impossibile stabilire quali genitori iscrivono i figli nelle scuole religiose per ragioni confessionali e quali semplicemente perché sono a caccia di risultati migliori. E’ anche impossibile sapere quanti genitori sarebbero pronti a pagare di più insegnanti e attrezzature migliori. In un sistema di mercato emergerebbe in ogni caso la verità su quanto costa mettere a disposizione buone scuole e su chi è disposto a pagarle. Il sistema non di mercato si dibatte con questi interrogativi di fondo.

Sembra esserci un’inclinazione a pagare le buone scuole e noi la vediamo affiorare perché i prezzi delle case sono più alti nelle zone dove ci sono le scuole più rinomate. Il sistema non di mercato, che privilegia i bambini del posto, incanala il denaro che i genitori sono pronti a pagare per una buona scuola nelle tasche dei proprietari immobiliari vicini alle buone scuole esistenti. Che sciocchezza! Un sistema di mercato indirizzerebbe il denaro alle scuole migliori, semplice.

  • Paragrafo tratto dal volume “L’economista mascherato. L’insospettabile logica che fa muovere i soldi”, pubblicato da Rizzoli, collana Bur tascabili, Milano, anno 2006 (pagg. 82 – 83).