Mansell Piquet

Anche nel team di Sir Frank Williams possiamo ricordare una faida tra due piloti dal temperamento molto forte: Nigel Mansell e Nelson Piquet. L’inglese è un duro, combattivo per eccellenza, la sua guida lascia poco alla fantasia, bensì si basa sull’aggressività. Il brasiliano è capace di sfoderare colpi geniali e il carattere latino lo porta a provocare l’avversario anche fuori dalla pista. Non gli mancano le battute feroci che a volte sconfinano nella sfera privata del nemico di turno.

Il primo scontro tra i due ha luogo nell’inverno del 1986, durante una sessione di prove in Giappone. Mansell è presente in veste di spettatore in quanto ancora sofferente di dolori al torace e alle costole, postumi di un incidente. Piquet, a conoscenza del problema, inizia a spingere e a pungolare l’inglese nella schiena, chiedendogli se le costole fossero guarite. Si sa che il gioco è bello quando dura poco e vista l’insistenza del brasiliano, Nigel si gira di scatto e guardando dritto negli occhi il suo “torturatore”, gli intima di smetterla: “Ora ti fracasso un paio di costole anche a te, poi vediamo come te la passi”. Le provocazioni di Piquet però vanno avanti con mirate dichiarazioni alla stampa. Mansell cerca di non perdere la calma, isolandosi e non leggendo i giornali, ma è indubbio che manchi l’armonia.

Il tutto si complica con il grave incidente stradale che metterà fuori gioco il comune patron Frank Williams prima dell’inizio della stagione. La figura del capo è fondamentale per mantenere l’equilibrio all’interno della scuderia. La FW11 motorizzata Honda è molto competitiva e non è un caso che il team diretto momentaneamente dal solo Patrick Head dominerà il Mondiale costruttori. Sul fronte piloti, invece, è lotta aperta tra i due colleghi-rivali, con Piquet che continua a lamentare favoritismi nei confronti di Mansell: “Il team britannico favorisce il pilota di casa”.

I duelli in pista non mancano, come a Brands Hatch, dove Nelson cerca fino alla fine di impensierire il compagno che non molla. O come a Monza, quando al termine del 36esimo passaggio Piquet affronta la prima variante negli scarichi di Mansell per poi affondare il colpo decisivo nel mezzo della velocissima curva grande. Un sorpasso che assicura al brasiliano il successo. Ma questa lotta fratricida avrà le sue conseguenze all’ultimo round in Australia, dove Mansell e Piquet verranno beffati da Prost che metterà le mani sul titolo, complice una scelta suicida sulle gomme da parte del team anglo nipponico.

Il 1987 vede nuovamente la Williams sugli scudi coi due piloti separati in casa. Pubblicamente però si stringono la mano a Imola. Piquet sbatte alla curva del Tamburello nel corso delle qualifiche, distrugge la monoposto, fortunatamente non riporta danni fisici, ma i medici non gli danno il benestare per prendere il via al Gran Premio. Per cui si presenta sulla griglia in borghese e saluta Mansell che si appresta a scattare dalla prima fila accanto al poleman Senna e trionfare in riva al Santerno. Tra Nigel e Nelson la battaglia proseguirà sino alla fine. L’inglese storce il naso a Monza, quando la vettura dotata delle nuove sospensioni attive viene riservata al brasiliano, che sale sul gradino più alto del podio. Si arriva così in Giappone, il titolo è una questione privata nel team di sir Frank e a differenza dell’anno precedente si risolve prima del previsto. Nelle prove del venerdì Mansell perde il controllo della sua monoposto, compie un testacoda e col retrotreno va a sbattere contro la barriera degli pneumatici. Per effetto della velocità di oltre 240 chilometri all’ora, la Williams si alza per alcuni metri e poi ripiomba in mezzo alla pista. Nigel resta privo di sensi per alcuni minuti. Una volta estratto dalla FW11B viene trasportato all’ospedale nei pressi di Suzuka, dove gli vengono riscontrate forti contusioni alla colonna vertebrale che gli impediranno di portare a termine il Mondiale, che andrà automaticamente a Piquet. Pare che il brasiliano alla vista del rovinoso incidente del compagno abbia dichiarato: “Non è così che doveva finire”.

  • Brano scelto e tratto dal libro “Il profumo dell’asfalto” scritto a quattro mani da Giancarlo Fisichella e Carlo Baffi, pubblicato da Sperling & Kupfer, Milano, anno 2018 (pagg. 85 – 87).

Carlo Baffi è un grande appassionato ed esperto di Formula 1. Viaggiatore, documentarista, scrittore e vignettista di rara delicatezza e di fine umorismo, ha collaborato con varie testate giornalistiche sportive della carta stampata (La Gazzetta dello Sport) e televisive (Rai Sport). Collabora anche con il mensile Paddock e con il sito Italiaracing.net.