Blockchain Made In Italy

La rete internet che tutti conosciamo nei primi anni ’90 prometteva di rivoluzionare i rapporti tra le persone e tante attività commerciali e industriali. A distanza di anni si può ben dire oggi che non solo ha mantenuto le sue promesse, ma che ha fatto molto di più: ha creato tantissime nuove imprese, tanti nuovi mercati, nuovi servizi, ha aperto nuove strade e rivoluzionato interi settori.

La Blockchain oggi promette di fare altrettanto, in particolare nell’ambito della gestione del valore. Non a caso la Blockchain viene considerata come la rete Internet delle Transazioni o la rete Internet of Value, la nuova Internet del Valore. Se la prima Internet è stata ed è primariamente la Internet delle informazioni e dei dati, la Blockchain è la rete Internet che permette di mettere in relazione dei valori. E’ noto anche che negli anni è cresciuta la rappresentazione in digitale del concetto, proprio del mondo reale, della scarsità dei beni fisici.

La Blockchain Bitcoin ha dimostrato che è possibile rappresentare, anche nel mondo digitale, il concetto di limite nella rappresentazione dei beni e grazie a questa rappresentazione è stato possibile risolvere il problema, irrisolvibile se non a condizioni molto particolari, del Double Spending.

In altre parole, uno dei valori della rete Internet che conosciamo è quello di poter sfruttare la possibilità del digitale di duplicare e condividere, potenzialmente all’infinito, un bene (a costi marginali sempre più bassi) ma con enormi difficoltà nell’esercitare un controllo. Un bene che diventa digitale è un bene che rischia di vedere facilmente compromesso il proprio valore, proprio per la facilità con cui può essere duplicato, magari anche modificato e soprattutto condiviso.

Pensate a come sono state stravolte certe industrie come quella dei media, quella della musica in particolare. La duplicazione di un bene e la sua condivisione sono diventate un comportamento tanto diffuso quanto abituale e ha portato quell’industria a inventare nuove tipologie di servizio e nuove strade per relazionarsi con i propri clienti. Possiamo dire che oggi siamo ancora ben lontani dalla stabilità, anche se sono nati modelli sino a poco tempo fa impensabili.

Ed è anche per questa ragione che il digitale ha trovato le porte sbarrate in tanti ambiti applicativi che vedevano in questa facilità di duplicazione dei beni e nella facilità di diffusione e condivisione una reale minaccia.

Pensiamo alla moneta elettronica, per cui non sono certo mancate le sperimentazioni, che si sono scontrate con la difficoltà di trovare una soluzione tecnologica e organizzativa che permettesse di garantire l’assoluta unicità del bene, ovvero che ne impedisse la duplicabilità e che permettesse di garantire che quella moneta (codice digitale), una volta utilizzata per una spesa, passasse integralmente di proprietà, mantenendo incisa sul suo stesso codice (come nel caso del DNA) la storia di tutti i cambiamenti di proprietà, in modo da poter essere utilizzata ogni volta, ad ogni passaggio, solo ed esclusivamente dal legittimo proprietario e, ovviamente, solo una volta. Una soluzione che garantisse anche il fatto che, se per qualsiasi ragione qualcun altro dovesse riuscire a entrarne in possesso, non potrebbe farne uso.

La Blockchain porta nel mondo digitale l’unicità del mondo fisico e la utilizza anche per la gestione di asset di valore, Cryptoasset, Cryptomonete o Token, ai quali viene associata una specifica valorizzazione. La moneta è un esempio efficace, ma non è certo il solo. Oggi in realtà la Blockchain – e soprattutto in Italia – vede tanti casi di sperimentazione in cui la unicità della moneta e la impossibilità del Double Spending sono applicate ad altre tipologie di valore, come quella della certificazione di dati che rappresentano il valore di prodotti del food o del fashion del Made in Italy.

Essi possono essere protetti grazie alla certificazione di qualità della loro rappresentazione digitale, valida ed efficace nel momento in cui è rappresentativa di tutti i passaggi e di tutti gli attori che concorrono alla realizzazione del prodotto finito. Casi che applicano questo paradigma (scarsità di bene fisico, identità e certificazione di ciascun componente del prodotto in modo da impedire la sua duplicazione anche nel mondo reale, ovvero permettendo l’identificazione di falsi) riguardano la filiera del vino, la filiera del lattiero-caseario, dei prodotti di alta moda, della pasta e dei prodotti di eccellenza dove l’unicità del prodotto, associato magari a una identità territoriale, rappresenta un valore commerciale da proteggere.

Ci sono prodotti che acquisiscono subito sul campo, grazie all’Internet of Things, una loro identità digitale che viene protetta e che passa, grazie alla Blockchain, attraverso tutti gli attori che compongono la filiera produttiva e che vanno a comporre l’identità del prodotto finale, con la garanzia che si tratta di un prodotto originale certificato che non può essere duplicato.

  • Capitolo tratto dal libro “Blockchain & Bitcoin”, pubblicato per iniziativa di Digital 360 Group con MF Milano Finanza, Edizioni MF Milano, anno 2018 (pagg. 67 – 71).